Qualche mese fa mi hai sedotto. Soltanto un saluto, un sorriso, un tocco su un fianco, ma del tutto inattesi, improvvisi e soprattutto fuori dalle regole, contro le regole. Una confidenza senza nessuna ragione, contro tutte le ragioni.
Oggi mangio per caso al tuo fianco e muoio dall'invidia per quel qualcuno che ti crea tanta tensione e tante ansie al di là di sms a raffica. Pensieri inconfessabili mi tormentano durante questa interminabile cena dove entrambi assorti in pensieri solo nostri si rimane per lo più in silenzio. Avrei tanto voluto poter.. ti avrei tanto voluto.. ti vorrei.. ma il coraggio di osare, la forza di credere.. Meglio poterti almeno sognare. Un sogno, tutto ciò che resta quando la paura e la ragionevolezza prendono il controllo.
Se c'è un'esperienza che, per forza di cose, ti proietta velocemente e prepotentemente in un nuovo possibile futuro, è un nuovo lavoro. Nuovi colleghi, nuove storie, nuove conoscenze, nuove esperienze e, sorpresa, vecchie avvilenti emozioni.
Mi ero abituato, forse troppo bene, con il mio collega D., provocatoriamente "in due facciamo un uomo", o il mio collega A., in arte "uomo del ghiaccio" con cui mi permetto ormai la più totale visibilità e limpidezza o con tutti gli altri, più o meno in confidenza, per i quali sono comunque un referente di omocose e omoargomenti.
Nuovi colleghi, vecchie ignoranze da informare, vecchi pregiudizi da obiettare, vecchi silenzi, vecchie omissioni, equilibrismi, lenti passi, timide concessioni.
Non ci avevo davvero pensato al mio personalissimo "omosessualità e lavoro" e per questo mi ha colpito come uno schiaffo improvviso: tutto da rifare.
Mi sono seduto qui solo per godere della vista del tuo compagno di tavolo, ora però incontro così spesso i tuoi occhi su di me che la di lui bellezza mi risulta completamente indifferente, persino quasi fastidiosa, intrusa.
Gli sguardi mi rapiscono, gli sguardi mi seducono.
Con uno sguardo mi conquisterai.
Insiste D., insiste ad oltranza: "sei troppo donna"!
Io donna? E perché?
Cammino forse ancheggiando vistosamente? Faccio forse mossette da primattrice? Striduleggio? Dilapido fortune in cose inutili per il solo gusto di far shopping? Divoro riviste gossipare alla ricerca della nuova moda cui conformarmi? Ho mai anche solo desiderato l'omone possente che mi porti via sul suo cavallo bianco, mi protegga e si curi di me? Niente di tutto questo. lo dice persino il test di Parship che la mia "componente maschile" supera, molto più della media, quella femminile.
E allora perché mai, di grazia, sarei donna? Non è dato sapere, forse solo perché D., poverino, ha una visione dell'uomo irragionevole e primitiva. L'uomo vero forse non ama ma scopa, l'uomo vero non si entusiasma, non si appassiona, non si emoziona, non si dà se non in quello che ha nelle mutuande, l'uomo vero non desidera e quindi non chiede mai, come appunto diceva la famosa e maschilista campagna pubblicitaria.
No, grazie al cielo, non sono affatto l'uomo vero di D. e ho la fortuna di essere molto "donna" che, per essere onesti fino in fondo, se non fosse decretato come una sorta di accusa di mancanza, lo considererei un gran bel complimento.
Le donne, quelle che piacciono a me, riescono molto più degli uomini a vedere e perseguire il bene comune, le donne sono spesso la vera impalcatura delle coppie e delle famiglie (sarà forse per questo che di relazioni stabili tra due uomini se ne vedono ben poche). Abnegazione, generosità, sacrificio, ma anche sensibilità, immedesimazione, sentimento. In una parola sola, le donne hanno senz'altro più "cuore" degli uomini. E deve essere questo mio "cuore di donna" che D. evidentemente mi invidia e gli rode tanto, perché il suo, poverino, che pure non mancherebbe, ha ormai un disperato bisogno di essere rianimato.