Il più bell'abbraccio che ricordi.. Quando facemmo il bagno insieme, ti stupìsti di come ero accogliente.
Il tuo più bel sorriso.. Una mattina quando ti svegliai, avevi ancora gli occhi chiusi.
Il tuo sguardo più bello.. Quando sornione e soddisfatto me lo spingevi dentro guardandomi negli occhi.
Il più bel pianto.. Quando mi/ti regalai la mia E, fu un pianto così sincero e inaspettato. Quel ciondolo l'ho portato davvero fiero per mesi e cosa non darei per poterlo fare ancora o per saperti portare la mia M davanti a tua madre.
Il più bel bacio.. Quando ti confessai che con la lingua non mi piacevano molto e provammo solo con le labbra, eravamo in macchina mi sembra.
Il più bel momento passato insieme.. Tutte le volte che abbiamo dormito insieme, sentirti addormentare al mio fianco e trovarti lì al risveglio.
La più grande soddisfazione.. Averti tolto dalla bocca quell'assurdo "non guido perché non ho tempo", con me sei cresciuto di più in un anno che in dieci con tua madre o i tuoi amici compiacenti.
Il più bel ricordo.. Centinaia di chilometri, decine di euro e una giornata intera per andare a Bellagio a prenderti un pinocchietto da quattro soldi. Per amore, questo ed altro.
La più bella carezza.. Sulla metro, la prima volta che ci incontrammo, i tuoi occhi dicevano '"non ci rivedremo più è vero?" e io volevo rassicurarti nonostante fossi effettivamente molto combattuto, eri così giovane e immaturo.
La tua migliore qualità.. Sei semplice, anche se complessato e seriamente, sei molto semplice.
La tua più bella parte anatomica.. Mi piacevano i tuoi piedi, il tuo petto e il tuo collo, sotto le orecchie, e il tuo visino simpatico da ragazzino.
La cosa più bella che hai fatto per me.. Non hai mai fatto niente per me :-) Vabbè.. Il biglietto di San Valentino, il "Ti amo" in carta da pacco con la O a cuoricino che la mamma ti ha sgamato nel cestino.
La foto più bella insieme.. Sulla neve a Cassano, maglione arancio io, felpa blu di tuo fratello tu, io ero contento e tu sereno.
La più bella sorpresa.. La facilità con cui mi sono ritrovato a succhiartelo e a prendertelo nel culo.. E' stato come lo facessi da sempre, quasi ci son rimasto male.
Il ricordo più strano.. Venezia. Eri perso e spaventato e io mi offesi sia per la prima che per la seconda, eri con me, non ne avresti avuto motivo.
La cosa più bella che mi hai detto.. "voglio sentirti dentro di me", dormivo, è stato un risveglio bellissimo, l'unica volta credo che mi hai chiesto, mi hai cercato, mi hai voluto, indimenticabile.
Il "sesso" più bello.. Un pomeriggio credo, non lo abbiamo fatto in realtà ma ti lasciasti penetrare con ben tre dita, eri disponibile, ti eri affidato a me, fui certo che il tuo era un problema psicologico e non fisico. Ma anche l'ultima volta che siamo stati insieme. Ce l'avevi fatta finalmente, ti sarebbe bastato crederci, un paio di volte ancora e ti saresti scatenato, ne sono certo.. Perciò forse il sesso più bello è quello che avremmo potuto fare in futuro :-)
La cosa che mi mancherà di più.. L'essere toccato da te. L'idea che qualcun altro lo faccia mi disturba.. Mi mancherà anche il fatto che tu non abbia mai provato un orgasmo grazie a me. Cosa non avrei fatto per sentirti venire dentro di me!
La più grande delusione.. Fabio. Mi aspettavo tornassi da me dicendo che l'idea di fare cose con lui ti ripugnava ormai e che volevi solo me e avevi pensato sempre a me.
La più grande rabbia.. Abbiamo perso un'occasione davvero irripetibile.
Il più bell'augurio che ti faccio.. Imparare a rispettare tua mamma liberandoti però della sua influenza su di te. Non ha più titolo per sapere cosa è meglio per te né per giudicare le tue scelte. Non ti rimane più molto da vivere, il futuro è oggi ed è tuo, non suo.
Un rimpianto.. Non essere stato capace di dirti "ti amo" come avrei voluto, la prima volta, mi impappinai per la troppa emozione e perché forse mi sarei innamorato davvero solo più avanti ed enormemente di più.
A grande richiesta. Così parlò il mio caro bimbo.. più bimbo che mai.
http://gay-a-chi.splinder.com/post/14401992#comment-38921620
Che io sia complesso non è un mistero per nessuno; ci sono qui tre anni di blog a testimonianza, di cui - di nuovo - non ho mai fatto mistero.
Come altri hanno già rilevato qui, al pari di come scrivo qui scrivo i miei "lunghissimi" messaggi al bimbo che tutti si potrebbero leggere come un disperato appello ad essere amato al pari di come amo; ma no, il bimbo ci legge solo il fastidio della lunghezza e del doverli leggere appunto e considerare.
Da mesi i miei messaggi contengono proposte, visioni, possibilità, aperture e disponbilità che passano completamente ignorate, nemmeno le avessi mai scritte o dette. Silenzio, indifferenza, mai un riscontro, mai una replica attinente; lagne, lamentele, accuse e vorticosi giri di parole per evitare il succo della questione: cosa si è dispositi a fare per l'amore che si dichiara? Come lo si vede e lo si desidera il futuro? Come si crede di poter iniziare a costruirlo questo futuro?
Niente! Silenzio e indifferenza o rogne e recriminazioni.
Ahimè l'anonimo che con schiettezza e limpidezza ha ridipnto il mio quadro ricalcando solo i contorni più significativi, sembra aver colto l'essenza della situazione: il modo di amare di Emanuele non soddisfa le necessità di Massimo e il modo di amare di Massimo non coinvolge Emanuele, al contrario del rapporto offerto dal biondo Fabio che a distanza di anni può sempre contare su quell'attrazione di cui io non dispongo evidentemente.
Non ci sarebbe niente di male in tutto questo se non la vigliaccheria di non dichiararlo, anzi il tentativo di smentirlo pure senza pudore, anche di fronte alle eclatanti evidenze.
Il nuovo che aspettavo non c'è stato, sempre la solita lagna, il solito nulla senza consistenza e peso. Tutto salvo che sia a costo e rischio ed impegno zero, come è sempre stato e come non lo voglio più.
E così sia!
No, è inutile forse pure che ci provi. Io non sono così, non riesco ad odiare nessuno, figurarsi chi amo. Non sono cattivo, non serbo rancori, vorrei entrambi ma è proprio contro la mia natura.
La solita verità scomoda è che nonostate stia cercando disperatamente di odiare, in verità, nel profondo, ancora spero in un suo gesto significativo, nuovo, di svolta. Questo stesso spazio sarebbe un modo possibile per testimoniare una scelta, per impegnarsi, per proporre, per compromettersi. Ma basterebbe così poco anche fuori di qui. Quando, per un motivo o per altro, è solo uno dei due a censurare per così tanto tempo una parte significativa della coppia, l'intimità, gli bastarebbe quello sblocco per rendere il segno della svolta, della scelta. Potrebbe ancora come avrebbe potuto da sempre ma non lo farà, anche se sarebbe la testimonianza più vera di un'apertura, dell'accettazione, di quel desiderio apparentemente solo formale.
E qui si torna alla cruda realtà, perché questa nuova ennesima 'occasione' sarà tale solo per me, per sperimentare ennesimamente il suo disinteresse, il suo volermi solo a parole, a costo zero, la sua immobilità passiva, la distanza, la freddezza.
Non importa se, come e quanto il bimbo preferisca il biondo a me o quali e quanti siano i disagi che lo costringono a non compromettersi e a non spendersi mai sul serio, l'importante è che, in ogni caso, io non faccio la differenza, non valgo la pena per il mio bimbo e converrà che me ne faccia una ragione, lucidamente, serenamente, anche per evitare che in futuro mi ritrovi come lui ad aspettare ancora un qualcuno ormai passato.
Alla fine l’ho aperta! Non "una" scatola ma "la" scatola ["Scatole"]. Quella scatola!
L'ho aperta con la precisa intenzione di disfarmi di tutto ciò che ci avrei trovato, di disfarmi di lui, che non hai mai veramente voluto me, ma chi non lo voleva, e perciò “meglio un Massimo oggi che un Fabio domani, e se Fabio tornerà ci si penserà”.
Purtroppo, come temevo, mi è bastato aprirla, quella dannata scatola, per non avere più la forza di proseguire nel mio intento. E’ successo quello che non doveva succedere: la rabbia, la delusione e il disprezzo per chi, in definitiva, si è solo approfittato di me per colmare la propria disperata solitudine, non sono bastati a vincere un sentimento così potente, a non sentire davvero più mio chi mio non lo è mai stato in verità ma che così mi ha fatto illudere di essere, e nemmeno son bastati a soffocare le lacrime.
Detesto sempre di più piangere, vorrei non saper piangere, vorrei essere più freddo, persino più apatico, pur di non dovermi sempre confrontare con queste voci dissonanti che urlano dentro e che rovinano la mia silenziosa pace, mi costringono dove non voglio, in una cacofonia di sentimenti, desideri, necessità.
Disfarmi dello stronzo.
Amare uno stronzo.
Smettere di sperare.
Accettare una speranza ostinata.
Soffrire ancora.
Smettere di soffrire.
Voler essere felice.
Non poter essere felice.
Non ne posso più di questo tormento! Non credo di meritarlo. Cosa ho fatto per meritarlo? Ho amato! Amo. L’amore è la mia colpa? Desidero solo essere amato anche io.
Non voglio fare la ruota di scorta o il ripiego o il terzo incomodo, non voglio essere a costo zero, non voglio riempire i tempi morti o gli avanzi. Voglio essere scelto, voglio valere la pena, voglio vederlo il desiderio di me, voglio stare in cima alla lista, voglio dedizione, interesse, condivisione, voglio che mi cerchi, che mi chieda, che per una volta faccia qualcosa per me.
Voglio l’impossibile.
Proprio in Fabio starà la mia più grande soddisfazione di uomo ferito in cerca di vendetta.
Fabio “ti conosce” da più di dieci anni e ancora non sa che ti disgusta il pesce e te lo cucina pure e tu te lo mangi tutto, senza dire una sola sillaba, quando con me scassavi soltanto alla proposta di assaggiarne un boccone.
Fabio in pratica non sa nulla di chi e come sei e se pure lo sa non ha nulla da eccepire visto l’uso che fa di te: saltuario e moderato.
Fabio non ha mai fatto mistero che tu fossi uno dei tanti e nemmeno tra i primi. Altri occupano stabilmente i suoi pensieri e le sue attenzioni.
A Fabio, di te, non frega un beneamato cazzo, per questo è così “easy”, ci sei o non ci sei, sai quanto gliene sbatte.
Fabio ogni tanto sparisce, l’ultima volta per due anni!, sparirà di nuovo e tu resterai ancora solo!
Fabio però torna, torna sempre, quando ha bisogno di qualcuno che glielo lucidi per bene e tu sempre pronto anche a distanza di anni, quando con me non bastavano implorazioni di mesi per stare un po’ insieme.
Quando stavi con Fabio vi vedevate ogni due o tre mesi e solo per una sveltina in qualche parcheggio, Fabio per te non c’era mai, quando Fabio ti lasciò non ti accorgesti neppure, fare sesso con Fabio era mostruosamente noioso, replay sempre uguale a se stesso, di Fabio non ti interessa più nulla.. etc, etc, etc, Eppure, chissà com’è, “con Fabio”!?
Quanto mi piace sto Fabio! Lo adoro! E’ il sogno di tutti quelli che perdono l’amore della propria vita per colpa di un ex. Sarà proprio Fabio a farti tutto il male che vorrei per te ed anzi sicuramente di più.
lo voglio coltivare con cura questo sentimento, lo voglio rigoglioso e fresco. Erba medicinale contro la mia malsana tendenza a coprendere, a perdonare, a riprovare. Solo la rabbia può salvarmi, solo lei, dal mio amore giusto per la persona sbagliata.
Sei messo proprio male Emanuele e in verità ormai mi fai anche pena con la tua eterna copertura per non vivere, per non essere, per non scegliere, la tua subalternità alle regole degli altri, alla morale imperante, succube di colpevolizzazioni che ti hanno ridotto un complessato senza nemmeno la forza di accorgetene.
Mi arrendo.
Non ce la faccio più.
La do vinta a tua mamma, alla sua colpevole ignoranza, alla sua prepotenza, alla sua schifosa fede che ti costringono nel tuo stato. La do vinta a quel pezzo di merda del biondo che con la sua superficialità, il suo disinteresse nei tuoi confronti, il suo puttaneggiare disinvolto gli basta una telefonata per farti sbavare al suo cospetto. La do vinta a tutti quelli che vengono prima di me nonostante di te gli freghi la metà di niente.
Mi sono rotto.
Ti sei approfittato abbastanza della mia pazienza, del mio sacrificio, del mio amore. Hai preso tutto senza dare mai nulla se non accuse, infamie, umiliazioni, indifferenza, disprezzo. Non mi meritavo nulla di tutto questo e tu non ti meriti uno come me, va benissimo il merdoso biondo per te.
Scusami la crudezza ma non ce la faccio più.
Un amore come il mio, sul mio pianeta, si ricambia con ben altro di quello che mi riservi tu. Non vali proprio la pena, mi sono creato io un mito che non esiste. Emanuele in realtà è un poveraccio, altro che un angelo!
Levati di torno che non sei degno di far parte della mia vita!
Non voglio più vederti Emanuele, non voglio più sentirti, non voglio pensarti, non voglio desiderarti. Voglio solo scordarmi di te e di tutto il male che mi fa stare con te e senza di te. Voglio andare avanti, uscire dalla gabbia in cui mi hai chiuso per due anni rubandomi sogni, speranze e desideri.
Ignorami! Ignorami oggi, domani e per sempre, sopratutto se in futuro dovessi cedere di nuovo alle mie debolezze. Cancella i miei numeri, eliminami dalla tua vita, azzerami. Non sono la persona giusta per te e tu non sei quella giusta per me.
Sei stato un errore clamoroso, un errore lungo due anni.
Addio Emanuele.
Non ricordo di aver mai pianto prima per Emanuele ed in ogni caso sicuramente non così.
Ho capito, ho aperto gli occhi ed immediatamente ho sentito che qualcosa emergeva da dentro, un'emozione forte, una disperazione tangibile, lacrime che escono non solo contro la tua volontà ma contro di te proprio, che fanno male, un male profondo, non capisci da dove viene ma è intenso, dolore emozionale che si fa materiale, vorresti fermarlo ma si impone e non si accontenta delle lacrime, esige anche il tuo respiro fino a che non ti arrendi e lo ascolti, lo vivi quel dolore, in qualche modo lo accetti abbandonandoti ad un fragoroso pianto che solo così si spegne lasciando via libera a quello che lo ha evocato.
Rabbia.
Attenzione ai desideri perché potrebbero avverarsi.
Ho sempre saputo che il mio bimbo non aveva mai risolto il suo rapporto con il biondo ex, ed ho sempre saputo, nonostante i disperati dinieghi, che quel rapporto era in qualche modo vivo e latente nella sua inconsapevole coscienza. Ne sono sempre stato un po' geloso ma, in fondo, l'ho sempre considerata una cosa normale e per certi versi inevitabile.
Se è vero che amare qualcuno è farsi carico in primis del suo interesse anche quando antagonista con il nostro, da sempre ho auspicato un ritorno sulla scena del biondo, che consentisse al bimbo di risolverlo quel rapporto, in una direzione o in un'altra, di confrontarsi con i propri sentimenti per farli emergere e poterli eventualmente razionalizzare, ove necessario, o viverli a pieno ove possibile.
Ebbene il destino ha voluto che il biondo trovasse nuovamente motivo e occasione per farsi avanti, senza troppi misteri sulle sue intenzioni, mettendo me però faccia al muro con i miei principi da un lato e le mie emozioni dall'altro. Mi sono scoperto entusiasta come nemmeno il bimbo è stato, galvanizzato dalla novità e confortato dalla nuova opportunità di evolvere di cui il bimbo ha così tanto bisogno a mio avviso. Solo dopo ho compreso però che questo evento riguardava anche me e non solo lui, che anche io avrei dovuto confrontarmi con me stesso, il mio amore per lui e il mio rispetto per me stesso.
So per assolutamente certo che il mio bimbo necessiti di poter riprocessare il rapporto con il suo primo amore per poter andare in qualche modo oltre, nella sua vita emotiva ed anche sessuale, posto che là, in quel rapporto, molte cose si bloccarono e solo là potrebbero, secondo me, efficacemente sbloccarsi. Ma, solo ora che questa evenienza sta concretamente avverandosi, sto scoprendo che non riuscirò probabilmente a sopportare questa prova. Il fatto stesso che il mio presunto possibile futuro compagno consideri plausibile, in sostanza desideri, un ritorno tra le braccia del suo ex, pur fuggevole e passeggero, per me è motivo valido e sufficiente per prendere il largo. Purtroppo nemmeno frutto di una scelta razionale e ragionevole ma sentimento spontaneo che sta completamente azzerando il mio desiderio di lui a tutte le voci.
Chissà che questa non sia la giusta soluzione anche per me e quello che era diventato il mio di blocco: o Emanuele o nessuno. Non lo so onestamente, so che intanto vivo nella spasmodica attesa di una telefonata, una conversazione in cui io non potrò parlare e non potrò ascoltare, una conversazione di cui io non saprò mai nulla di più di ciò che mi si riferirà, ma che so già cambierà anche me.