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Utente: justonelie
Nome: Massimo
Sono un uomo, non un omosessuale!
"In fondo cos’è l’orgoglio gay? E’ voglia di trasformare senso di colpa, odio di sé, disprezzo sociale in autostima e dignità. D’altronde, se una persona, per ottenere il privilegio di essere semplicemente se stessa nella vita, avesse dovuto sfidare, suo malgrado, la famiglia, la scuola e parecchie consuetudini sociali… non sarebbe un pochino orgogliosa anche lei di avercela fatta?"

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martedì, 31 gennaio 2006
La forza sia con voi

  Quando mi sento così vorrei scomparire.. eclissarmi in una sorta di letargo emozionale che mi salvasse dal raggelante inverno del pessimismo. Non è una tragedia per me, nulla di nuovo a preoccuparmi, qualche ora di "assenza" e "distanza" che segue un virtuale ma tangibilissimo pugno nello stomaco di più o meno imprecisata provenienza. Qualche ora di passione poi di nuovo a cercare di vedere il bello della vita che comunque lì è sempre stato e che non richiede altro che un miinmo di serentià per poter essere visto. Di questi coccoloni farei volentieri a meno ma insomma la cosa non mi preoccupa più come un tempo forse perché, se pur la si veda come un'imperdonabile debolezza, in verità io considero che resistere a continue tempeste emozionali sia comunque prova di grande forza e carattere. 
  Devo però ancora trovare il modo per lasciare fuori da questo mio turbunio, senza però perderne la vista all'orizzonte, chi non sarebbe in grado di trovare un appiglio, chi si farebbe travolgere, chi in definitiva nella tempesta confonderebbe l'acqua smossa nel disperato tentativo di non affogare dall'acqua che per forza propria rischia di sommergermi.
  Quello che mi preoccupa cioè è l'incapacità di trasmettere parte di quella forza a chi mi sta vicino e desidera rimanerci; una forza che giustamente non conosce e che comunque non possiede neppure a sufficienza per sé stesso.
  Caro Emanuele, amore mio, che la forza sia con te.

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sabato, 28 gennaio 2006
Il giorno della memoria

  Se oggi fosse allora verrei catturato, deportato, umiliato, affamato, sfruttato fino alla morte, torturato, gasato e infine incenerito.
  Non passa giorno che io non ricordi.

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sabato, 14 gennaio 2006
"BASTA!!!!!!!!!!!!!!!" ??

L'unica responsabilità che manca di assumersi è quella di ammettere che ad oggi non ci sono le condizioni per cui due persone come noi possano costruire qualcosa che abbia la possibilità di sopravvivere a loro stessi. Questa, responsabilità delle responsabilità, me la prendo io. Non temere, contrariamente a quel che credi, a me non fanno paura. Nemmeno mi spaventa l’idea di rinunciare a te oggi per poter almeno continuare a sperare in te domani. Se è vero che per poter stare insieme entrambi si deve cambiare pezzi di sé, sarà vero che in questo momento questi pezzi non sono compatibili. Credevamo di poter crescere insieme, insieme ci stiamo solo rovinando la vita a vicenda.
Le mie scuse non le hai mai sentite perché mai ti preoccupi di ascoltare quello che ti dico, terrorizzato, per l'ennesima volta, all'idea di confrontarti con qualcosa che non sia in linea con il tuo splendido ed inesistente mondo fiabesco. Ora te le scrivo, chissà che rileggendo e rileggendo e rileggendo ancora, almeno queste tu le possa sentire.
- Scusami per non aver saputo condividere i tuoi limiti, estremi direi; non ho forze e capacità sufficienti per evitare che mi stritolino.
- Scusami per non aver assecondato, neppure momentaneamente, la tua percezione di te, a mio parere illusoria e distorta; la mia onestà è effettivamente troppo radicale.
- Scusami per aver cercato in te più volte quello che sapevo non eri ancora nelle possibilità di avere.
- Scusami per non aver avuto il coraggio di mettere in discussione quei pochi punti fermi che tengono insieme la mia precaria personalità; i miei tanti limiti sono soprattutto qui, mi è costato tanto raggiungere uno straccio di equilibrio da aver troppa paura di perderlo.
- Scusami se mi ostino a non infarcire di fiocchetti e belletti il mio modo di comunicare; lo faccio solo perché mi sembrerebbe meno "vero".
Hai ragione sai, anche io ho delle "rigidità", immagino ne abbiamo tutti; sono forse le ancore su cui facciamo affidamento per non essere trascinati dalla corrente, si vede che le nostre sono calate troppo distanti.
E' arrivato davvero il momento di dire "basta"; i tuoi tanti punti esclamativi sono eloquenti. Quello che però il tuo "BASTA!!!!!!!!!!!!!!!" non potrà cambiare è il fatto che io ti abbia davvero amato, che davvero io ti ami ancora. Non è la frasetta di cornice per chiudere elegantemente la serata, già ti dissi in tempi non sospetti. Tu sei stato e rimarrai comunque e per sempre la persona più importante della mia vita. Tu, tu soltanto, sei riuscito ad infiammare il mio cuore congelato, tu soltanto sei riuscito a darmi la forza di uscire allo scoperto, tu soltanto mi hai fatto scoprire entusiasmi che non credevo nemmeno di poter provare. Tu, solo tu Emanuele mio caro, hai lasciato un segno profondo nella mia vita cambiandola per sempre.

  Basta? E' finita? Ebbene no! Ebbene c'è chi, e io l'ho trovato e tenuto tutto per me, c'è chi quasi gode ad alimentare un conflitto e però non sopporta possa aver termine e quando questo accade, per forza o rassegnazione d'altri, improvvisamente recupera lucidità e ragionevolezza.
  E' innegabile che noi entrambi si sia persone estremamente complesse e innegabile diventa per conseguenza il fatto che qualsiasi nostra creazione, inclusa la voce “coppia”, non potrà che essere il prodotto di due complessità.

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martedì, 10 gennaio 2006
De gustibus

  Io son di quelli che anche quando un sapore proprio non riesce ad andarmi giù, per principio, assaggio comunque tutto (cibi "ancora vivi" esclusi) e, magari in modica dose, continuo a conservare nel tempo l'esperienza olfattiva e gustativa. Ma io son strano e lo so. 
  Destino vuole che a uno come me capiti poi un "compagno di viaggio" che non mangia pesce (cui assimila mitili, crostacei, molluschi, alghe e chissà cos'altro), certe verdure, certe carni, certi dolci, certi frutti, certe bevande, eccetera eccetara eccetera, dove "certe" identifica quasi sempre una quantità impressionante di voci. Un meccanismo ad esclusione massiva, esatta antitetesi del mio principio di non rinuncia, per cui meglio starsene belli al sicuro in quei due o tre cibi che per grazia divina non ti fanno vomitare che rischiare di scoprire e sperimentare qualcosa di nuovo o anche solo vario. 
  Evvabbè, la fortuna non mi sorride; se mai in futuro dovesse capitare di condividere qualcosa in più di una domenica ogni tanto, accadrà per forza di cose che ognuno cucinerà per sé, posto che di ridurmi a questo stato di elementarizzazione spinta a me non va proprio.
  Ogni cosa però, si sa, ha la sua bella eccezione; si perché se è rigoroso e tassativo che lui non mangi pesce, è però prevista la possibilità nel caso questo pesce si chiami "tonno" o anche solo gli assomigli (??), ciò perché, sembra sia noto a molti, "il tonno non sa di pesce".

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lunedì, 09 gennaio 2006
Tu

  Tu sei rozzo, volgare e aggressivo
  Tu sei “bozzo”
  Tu sei “menoso”
  Tu sei anziano
  Tu sei imbranato
  Tu sei insicuro
  Tu sei permaloso
  Tu sei.. un cactus
  Tu ti comporti in modo assurdo
  Tu ti rifiuti di assumerti le tue responsabilità
  Tu non ti metti mai in discussione
  Tu dovresti andare da uno psicologo
  Tu sei predisposto ai pregiudizi
  Tu non mi dai mai ascolto
  Tu accusi, giudichi e condanni
  Tu sei solo un commesso in fondo
  Tu sei capace solo di dirmi “tu sei”, “tu fai”, “tu dici”, “tu devi”..
Io.. Io! Io? Io mi tocca la parte di quello maturo, già in grado di distinguere quel che si dice da quel si pensa e quest’ultimo da quel che si prova. Però il catus.. che risate!

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mercoledì, 04 gennaio 2006
Coming out..ing?

  ”Confessare” la propria omosessualità, soprattutto nelle prime occasioni, è qualcosa che generalmente si riserva a persone fidate; è un valore per noi omosessuali perché testimonia e dimostra il massimo della fiducia che si può riporre in qualcuno, mettere nelle mani di altri il proprio ruolo sociale, l’equilibrio così faticosamente raggiunto tra chi si è e chi si “dovrebbe” invece essere, l’immagine che gli altri hanno di te e la possibilità di modificarla secondo un progetto, senza cioè creare traumi o rotture irreparabili.
  Posto che non mi sia sbagliato a fidarmi della mia cara amica M., nonostante tutti i distinguo e le raccomandazioni del caso, ho però sicuramente omesso di considerare che quel valore, per lo più compreso da molti, ad alcuni può comunque sfuggire.
  E così proprio la persona da cui meno avrei temuto mi riserva la più strabiliante delle sorprese. Scoprire due giorni dopo il cenone di fine anno, cui ho partecipato con il mio “amico”, che tutti gli invitati, tranne il mio “amico” e me, erano stati opportunamente edotti sul fatto che avrei partecipato con il mio “compagno”.
  A suo tempo io feci coming-out con chi oggi, ignorando probabilmente del tutto il peso della cosa, fa outing. Coming-out-ing insomma!

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Per alcuni scoprirsi accettarsi e cercare di vivere omosessuale può rivelarsi un'eperienza tutt'altro che "gaia". Gay a chi?