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Utente: justonelie
Nome: Massimo
Sono un uomo, non un omosessuale!
"In fondo cos’è l’orgoglio gay? E’ voglia di trasformare senso di colpa, odio di sé, disprezzo sociale in autostima e dignità. D’altronde, se una persona, per ottenere il privilegio di essere semplicemente se stessa nella vita, avesse dovuto sfidare, suo malgrado, la famiglia, la scuola e parecchie consuetudini sociali… non sarebbe un pochino orgogliosa anche lei di avercela fatta?"

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sabato, 26 novembre 2005
Giurin giuretto

  Avevo giurato! Avevo giurato il mese scorso che quella sarebbe stata l'ultima possibilità. Avevo giurato a me stesso che, per quanta fatica mi sarebbe costata, non avrei speso altre energie con chi non fosse stato almeno in grado di essere onesto con sé stesso e con me almeno, me non uno qualunque ma me quello amato follemente, almeno a parole. 
  Temevo, anzi sapevo, che a quel giuramento sarei stato sicuramente chiamato a tener fede. Ma come sempre impreparati alle cose più prevedibili, puntuale come un treno giapponese, ecco qua un "ci ho ripensato con calma e..". E purtroppo ritorna quel "non guido perché non ho tempo", cui solo lui può credere e che in realtà, lampante a tutti, è manifesto di ben radicate paure, insicurezze, debolezze. Non sono peccati queste ultime, nemmeno veniali, ma l'assurda bugia che le copre, quella si, peccato capitale, per quanto è assurda e per quanta forza riesce a renderla plausibile nella mente del mio amatissimo.
  Non c'è verso che riesca ad ottenere quel minimo di fiducia che costringerebbe chiunque ad altrettanto minimo di onestà, forse non me la merito chissà. In compenso ora mi ritrovo con un promessa, un impegno al me stesso ragionevole, che non sono in grado di mantenere. 
  Ci ho provato, raggelato dall'improvvisa novela, ad azzerare il coinvolgimento, ci ho provato arrivando anche a piccoli gesti ma singinficativi, eliminando ogni traccia del trascorso dall'archivio messaggi che poi era archivio di preziose emozioni. Poi però non sono riuscito ad andare oltre, non sono riuscito a dire il doveroso "addio" dopo che pure mi era riuscito un "considera che qualunque cosa accada io ti amo davvero".
  E' stato questo a fermarmi, non so, sentirmi dire da me stesso cosa stavo per perdere, non so davvero. So che non ci sono riuscito e quindi per l'ennesima volta mi ritrovo a metà del guado, intorno solo acqua e due rive che non sembrano darmi ragioni sufficienti per nuotare verso una o l'altra. Che resti dove sto in attesa della piena o che nuoti in una direzione qualisasi, probabilmente questa è proprio la volta giusta per affogare.

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lunedì, 21 novembre 2005
Occhi

  Entrare in una gelateria la sera, tu e lui, sola coppia "normale" in mezzo a tante coppie diverse, tutte "lui e lei". Entrarci per un gelato al tavolo certo, ma anche solo per guardarti un po' intorno, guardare che ti stanno guardando, guardare come ti stanno guardando, guardare proprio perché ti stanno guardando.
  Negli occhi abitano le emozioni e se ne guardi parecchi, ne trovi parecchie di emozioni, rischi di trovarle tutte. Compiaciuti, imbarazzati, incuriositi, occhi frementi di rabbia, occhi spenti dal disprezzo, occhi sorridenti alla novità; occhi curiosi che scrutano.. i tuoi occhi!

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martedì, 15 novembre 2005
La giostra

  C'è una cosa che non credo di esser mai riuscito nemmeno ad assaggiare: la stabilità emotiva. Quando leggo altrove che la vita in fondo è fatta di emozioni e che queste tanto anela o rimpiange, io mi ritrovo invece invidioso di chi è in grado di prendere il controllo del proprio centro emozionale. Per me emozioni di ogni genere e sempre ad alta intensità, persino la noia finisce per stritolarmi da quante emozioni mi costringe a vivere.
  In verità è da molto che io conosco questo lato di me, quello che mi fa sentire perennemente a bordo di un ottovolante dove l'unica quiete che puoi ottenere è quella che prepara al più emozionante dei tuffi.
  Si deve essere coraggiosi, resistenti e con uno stomaco di ferro se non vuoi morire di stenti su una giostra del genere perché, qui sta il bello, non ti è in alcun modo concesso di fermarla, nemmeno per un attimo. Non tutti possiedono questa forza, non tutti sono in grado di vivere compiutamente la paura, sopportare le possenti spinte, contenere il disgusto, rimanere lucidi all'entusiamo. Alcuni più fragili rischiano pure di non comprendere come sia possiible che in un dato momento ci si possa sentire in cima alla più alta delle montagne e dopo un attimo sprofondato nel più profondo degli oceani. Costoro vedono solo l'instabilità e la debolezza di chi in balia degli eventi, che però sono davvero tali solo per chi sta ai piedi della giostra invece che sopra.

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venerdì, 11 novembre 2005
Il tipo ideale – corpo. Aggiornamento imprevisto

  Ora, la cosa sembrerà davvero da fuori di testa anche se non significa assolutamente nulla di più di ciò che sto per dire.
  Gira che ti gira mi sa di aver infine trovato un “tipo” fisico di uomo che io definirei esattamente il “mio” tipo di uomo; l’immagine sfocata che non mi riusciva proprio di vedere, ora finalmente è limpida ed è quella di un essere umano vivente. Quello che lo guardi e ti senti “vicino”, quello che ti piace anche se non è da copertina, quello che chissà perché ti piglia.
  Nulla di strano fino a qui se non fosse che sto popò di illuminazione ha il volto e le fattezze dell’ex del mio Emanuele! Sarà per questo che il mio bello è terrorizzato dall’idea che ci si conosca?

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mercoledì, 09 novembre 2005
Differenze

-- Hai già ricevuto la nuova carta dei servizi della Regione?
- Mah, non so, di queste cose si occupa mia madre.

- Beato te che non hai sti problemi! (imparare ad usare un programma di grafica)
-- Beato te che non hai la più vaga idea di cosa sia un “problema”.

-- Prova a guardare sul contratto con TIM la data esatta..
- Non ho firmato niente io! Ah si.. Che ne so, sarà da qualche parte..

- Smettila di pensare a me come ad un ragazzino.
-- Smettila di comportarti come un ragazzino.

Credo, ci credo davvero, che la diversità sia fonte di ricchezza, che l’incontro tra due differenti approcci generi il più delle volte qualcosa di più interessante delle singole visioni, ma ora onestamente mi chiedo se non ci siano diversità inconciliabili, distanze incolmabili, per quanta buona volontà si metta in campo, per quanta energia si investa, per quante buone ragioni si possiedano.

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lunedì, 07 novembre 2005
Maskio

  Facciamo che per una volta mi concederò al gusto dell’eccesso; facciamo che per questa mia volta all’anno sarò, come dire, “crudo” e magari persino un pizzico volgare, un po’ troppo forse rispetto alla mia policy, di vita oltre che di blog, ma come saggezza antica vuole “semel in anno, licet insanire”.
  Gli eccessivamente suscettibili o i rigorosi delle buone maniere si risparmino comunque quanto segue.
  L’occasione giusta pare proprio venire dal mio caro D. che nel suo antro segreto e decisamente crudo (nel suo caso crudo sul serio), mi include nientemenoché nella categoria “Maski”, non senza una mia punta di orgoglio.
  Ebbene, giusto per rispetto di crudezza e nonostante a molti questa cosa risulterà incredibile, mi sembra giusto argomentare a riguardo che mai mi sono sentito tanto “maschio” che da quando ho provato e gradito prenderlo nel culo.

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domenica, 06 novembre 2005
Lontano dagli occhi..

  Questo è stato il primo week passato separatamente da quando ci siamo conosciuti, non capitava ormai dal "lontano" agosto; impegni di studio per lui, occasione per me di sperimentare la separazione di media durata. Per questo, ma non solo, ho disposto un rigoroso silenzio radio: niente sms, mms, chiamate, mail e ogni altro genere di comunicazione.
  In verità si è trattato più che altro di un pretesto per cercare di fargli pagare una certa rabbia e quasi anche un'offesa subita per altre faccende qui omesse, ma l'occasione è stata comunque ghiotta perché, a bilancio consuntivo, devo ammettere che non ho potuto proprio fare a meno di pensare a lui; ho fatto fatica a non digitare, mi è dispiaciuto pure che abbia obbedito alla mia disposizione un po' stizzosa, mi è mancato insomma. E questo nonostante appunto la rabbia e l'offesa che anzi si son fatte oramai lievi e inconsistenti.
  Ora penso solo a domani, a quando potrò finalmente risentirlo, a quando gli parlerò senza l'astio e il desiderio di rivalsa che avrei avuto ieri. Ora penso solo al bene che gli voglio.
  Lontano dagli occhi, lontano dai media eppur così vicino nello spirito.

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sabato, 05 novembre 2005
Meglio un uovo oggi..

  E' passata solo una settimana ed è stato come incontrare una persona nuova. Poter riflettere serenamente sulle cose, intavolare un dialogo vero, con due parti che parlano e ancora due che ascoltano, poter rapportarsi l'uno all'altro con disponibilità reciproche e reciproche onestà.
  Ultima domenica di ottobre, quella in cui per la prima volta ho scorto nel mio ragazzino ventottenne l'ombra dell'uomo che cerco disperatamente. Sento che c'è, sento che è lì, non lontano da me ma intrappolato in un guscio che non ha mai avuto necessità e intenzione di rompere. Un guscio spesso e sicuro che protegge il pulcino che fu ma che rischia di soffocare il gallo che sarà.

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Per alcuni scoprirsi accettarsi e cercare di vivere omosessuale può rivelarsi un'eperienza tutt'altro che "gaia". Gay a chi?