Il mio caro D mi ha in qualche modo sfidato a trovare su internet un antro segreto in cui racconta le sue avventure sessuali. A dire il vero ancora non mi è chiaro se avesse piacere che io sapessi delle sue prestazioni corporali o se non fosse abbastanza convinto di quanto conosco bene internet, e lui pure.
Nel mentre del mio girovagare tra siti dal contenuto oggettivamente pornografico, mi accorgo che la sfida più che con D era con me stesso, con alcuni miei principi che era tempo diventassero comportamento.
Io non ho mai speso grandi pensieri sulle ipotesi di intimità altrui perchè nel mio modo di pensare è la coerenza e l'onestà che contano, molto di più delle morali che si sa sono mutevoli, relative ai tempi, ai luoghi e alle culture. La mia stima per D non potrebbe certo subire mutazioni in funzione di piaceri su cui lo stesso D non ha mai cercato di addolcire la pillola.
Non c'è sesso che riesca a sconvolgermi. Fatto salvo che siano tutti maggiorenni e consenzienti, non conosco pratiche sessuali (altrui) che possano offendere al mia sensibilità. Ciò non mi impedisce di esprimere un giudizio mio personale di completa, assoluta e totale estraneità da certi modi di approcciare al sesso; chissà magari sono io a sbagliare, magari anzi sulla materia non è proprio possibile sbagliare, posto che l'unico requisito indispensabile a me pare l'incontro di complementarietà. Ciò non mi impedisce nemmno di continuare a credere che chi si relaziona soltanto ai corpi "tanto al chilo" sarà difficle che riesca ad appagare le pur legittime aspettative di emozionalità, di intimità affettive, perchè le persone sono si fatte di carne e ossa ma anche e forse soprattutto di qualcos'altro.
La sfida con D è stata dichiarata persa perchè per me, e forse pure per lui, era più importante che io vincessi quella con me stesso. La vittoria che a me interessava non era quella di sbirciare nelle mutande di D, né di dimostrargli quanto fossi stato bravo a scovare il suo ago nel pagliaio; piuttosto a me preme di riuscire a prescindere dal pregiudizio e soprattutto conservare quella possibilità di dialogo con chi infinitamente distante da me e pur incredibilmente simile: entrambi cerchiamo l'amore e, in modo diametralmente opposto, entrambi ci neghiamo la possibilità di trovarlo.
Le sorprese non si sa mai da dove sbucheranno, ma a volte davvero è più una sorpresa il dove che il cosa.
Per i competenti dela materia trattasi di un banalissimo lavello per cucina in fragranite, un agglomerato sintetico cui è possibile attribuire diverse colorazioni. Orbene, rifacendomi alla mia esperienza di ex-arredatore, considerando di dare un tono all'angolo cucina che fosse un minimo in linea con il resto dell'ambiente soggiorno, ho pensato bene di utilizzare un colore scuro (ardesia per la precisione).
La sorpresa? Non potevo aspettarmi che questa mia razionalissima scelta svelasse al mio caro babbo tutto su suo figlio; limpidissimo alla notizia della mia scelta il suo "una cà da culatòn".
La verità probabilmente ha poco a che fare con un lavandino e molto di più con il mio lasciarmi andare che ormai spinge persino il mio caro papà a precisare come i "suoi doveri di padre" non verrebbero meno (verranno -per la precisione- dice lui) anche nel caso dovessi dirgli che.. cosa che oramai quasi desidera io faccia visto che da me "ci si può aspettare di tutto".
Non credo di essere mai stato "normale", in fondo "normale" non lo voglio proprio essere ma da qui a rischiare uno sdoppiamento della personalità.. insomma ne farei volentieri a meno.
C'è però che il mio alter ego è oggettivamente un indeciso cronico e quando si tratta di decidere qualcosa devo sempre essere io a rischiare, altirmenti si rimarrebbe entrambi impalati in un angolo in attesa di chissàcchè.
E' stato così per tante cose ma in cima alla lista c'è la casa. Non fosse stato per me la nostra futura dimora sarebbe ancora un pio desiderio. Certo solo un folle come me avrebbe potuto comprare una casa come quella che ho comprato, ma i colpi di testa sono una mia precisa prerogativa; al mio alter ego il compito arduo di rimetterla insieme rispristinando una dignità ed un tono, compito che a dimostrazoione dell'assunto, ci ha impiegato quasi tre anni anni a svolgere senza ancora arrivare al traguardo.
Ora però basta, io mi sono rotto i cosiddetti di aspettare, anche perchè molti degli "aspettiamo che" si sono dimostrati i soliti pretesti per.. aspettare di vivere? Cazzo c'è ancora da aspettare? Basta aspettare, Jol decide e alter ego obbedisce!
Ragionevole conto alla rovescia per finire di fare quello che ancora c'è da fare: capitasse quello che capitasse, a qualsiasi stadio di perfezionamento sarà arrivata, qualsiasi tragedia emotiva economica o e-qualcosaltro ci dovesse travolgere, il giorno del nostro compleanno noi due ci sveglieremo a casa nostra, dovessimo dormire sul pavimento io mi sveglierò a casa mia! -81
Brad Pitt e Matt Damon.
Due nomi, non due attori ma due uomini, due modi diversi di essere.. devo proprio dirlo così.. eccezionalmente arrapanti.
Qualche notte fa, di ritorno dal mio merdosisismo lavoro notturno, terminato lo spuntino condito zapping forsennato chi ti trovo in tivu?
Sconvolgente! Un intero film dove tutti i personaggi erano omosessuali, eccezion fatta per tre comparse, tre di numero; un prete, una ginecologa, un assistente di ripresa.. di loro non è dato sapere ma chissà! Omosessuali al maschile, al femminile, gai, seriosi, dichiarati, repressi, giovani, anziani, sereni, ansiosi, monogami, promiscui, innamorati, indifferenti, belli e un pò meno (sempre di un hollywood movie si tratta)..
Un normalissimo film da due strike con una sola palla: quanto "normali" siano gli omosessuali, e quanto irreale sia la "categoria" degli omoessuali. In un colpo solo, qualche spaccato di vita quotidiana di un gruppo eterogeneo di persone per due messaggi semplicissimi ma oserei dire pedagogici. Tanto da farmi chiedere perchè mai oltre al doveroso "Day After" a scuola non mi abbiano portato a vedere pure quello; mi sono sconvolto all'idea di quanto rimuginare mi sarei risparmiato se avessi potuto vederlo da giovane. Beh forse perchè non era ancora stato girato.. ehmm.. ma forse anche perchè un possibile olocausto nucleare fu cosa di interesse generale, la sofferenza di pochi giovani diversi invece molto meno.. e come avrebbe detto Spock "le esigenze dei molti contano di più di quelle dei pochi".. a meno che, dico io.. si smetta di considerare necessariamente antagoniste esigenze semplicemente diverse.
Manca solo lui tra gli interpreti del mio burlesco dramma.
D è un "amico", per quanto io non utilizzi praticamente più questa parola da molti anni, coetaneo che conosco e che conosce chi conosco. D è omosessuale anch'egli, il sunto e l'inno nel contempo di tutto ciò che il me persona oltre che omosessuale non sarà mai, non potrà né immagino vorrà mai diventare. Questo nonostante, D è persona che io stimo estremamente per la limpidezza, l'audacia e la serenità con cui, da quando lo conosco, si è posto agli altri. In virtù di quella stima anche se in modo magari un pochino arzigogolato, con D mi è sembrato doveroso essere completamente onesto e lui di fatto sarebbe l'unico in grado di ricondurre questi miei scripta ad un volto e un codice fiscale.
D è l'unica persona, oltre a sconosciuto ovviamente, che ho guardato negli occhi da omosessuale.