Articolo II-21: Non discriminazione
1 - È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali.
Carissima EU, sono sempre stato tuo entusiasta e sostenitore e la cronaca di questi giorni sul dibattito Barroso – Buttiglione / Commissione – Parlamento mi dà finalmente ragione di tanta gioia passata e presente.
Grazie a te finalmente oggi posso assistere alla pubblica critica del vatican-italiota monopolio di (dis)valori che mai nessuno avrebbe qui osato mettere in discussione.
Grazie a te non credo più di essere l’unico pazzo a inorridire all’idea che la tutela e la promozione dei diritti di una minoranza vengano affidati proprio a chi quella minoranza pur legittimamente e coerentemente osteggia.
Grazie a te spira perfino a sud delle alpi un vento di nuova tolleranza che chissà, magari in qualche decennio, porterà via le tante incrostazioni di bigottismo italico.
In ogni caso grazie, da sempre e per sempre, per questo e per tutti gli altri fatti, di esistere.
Proprio oggi mi arriva in mail l’invito ad aggiornare un vecchio, vecchissimo, profilo praticamente abbandonato. Ci faccio un giro e ci trovo questa mia presentazione introduttiva. E’ stata una sorta di balzo nel tempo, alle origini del mio “coming in”... quel momento in cui accetti l’ovvio e decidi che devi capire e conoscere senza che sia però ancora arrivato il momento dell’assunzione di responsabilità.
L’equazione si risolse in tre magiche lettere: W W W. Da poco introdotta in Italia su larga scala, era ancora il tempo dei provider locali a costi esorbitanti, ma l’investimento era semplicemente indispensabile.. di vitale importanza!
Non è proprio da me attingere a iperboli di questo tipo ma mi è impossibile negare che internet mi abbia salvato e poi cambiato la vita, in un momento in cui tutto lavorava nel mio tormentato crapino per un epilogo molto meno gaio. E’ solo grazie alla rete se ho conosciuto il pezzetto di mondo cui appartengo, ho conosciuto me stesso vivendo virtuale sotto una copertura che paradossalmente demoliva tutte le coperture e le falsificazioni che io stesso avevo architettato per non guardare in faccia la realtà. E in questo mentre le tante domande, anche quelle più imbarazzanti e impronunciabili, trovavano risposta.
Che dilemma! Non c’è molto da pensare in verità ma un conto è non aver nulla da pensare tra sé e sé, un conto è non pensare di fronte a un edicolante disgustato e altro avventore raccapricciato. Storie di ordinaria neo-pornografia pre-internet.
Facile indovinare quale fu il titolo scelto, che rimane l’unica cosa in assoluto ricordata di quell’unica rivista, oltre ovviamente la fatica emotiva per comprarla e la paura che qualcuno potesse trovarmela addosso.
Al contrario ricordo perfettamente quando giovanissimo al primo e di nuovo unico “giornaletto sporco” (allora così li chiamavamo) ci trovai la fotografia di due begli ometti a scambiarsi vicendevole sesso orale. Inaspettato, inconsiderato e inconsiderabile, sconfortato al fatto che a me non faceva lo schifo che avrebbe dovuto.
In fondo è una domanda semplice che qualsiasi homo sapiens si pone per infiniti fatti. Spero davvero sia normale che anche un omosessuale si trovi prima o poi di fronte a questo ovvio quesito.
Non so quanto tempo avrò passato chiedendomi quale fosse stato l’evento scatenante, quale l’errore commesso, quale la ragione scientifica, quali i possibili rimedi e via così di perché in perché in un moltiplicarsi esponenziale di domande senza ovviamente risposta possibile.
Ad oggi onestamente quel perché non mi tormenta più, acquietato come sono dal fatto che per molte cose nella vita non ne serva uno.
La realtà deve essere acquisita e accettata per quella che è e comprenderne la genesi non è necessario, posto che comunque questa comprensione non muta la natura delle cose e soprattutto, quando anche fosse utile ad un cambiamento, quest’ultimo sarebbe soltanto artefazione.
Un gabbiano non può vivere sott’acqua come un delfino non può farlo tra le nuvole; non c’è vita possibile senza che si vivano limiti e potenzialità del proprio essere, che è come è indipendentemente dai tanti perché.
Credo di averne persa la precisa collocazione nel tempo e negli eventi, ma non credo riuscirò mai a dimenticarmi di un sogno.
Non ho mai attribuito ai sogni alcun potere o significato differente dalla loro vera natura di "elaborazione e archivio" di pensieri. Vero è comunque che quando, raramente, ci si sveglia in tempo per ricordare e accorgersi di, quel momento rappresenti uno speciale incontro tra il sé stesso cosciente e il proprio io intimo, profondo, in una parola "vero".
Raccontati i sogni sono sempre così idioti perciò mi asterrò, ma per un flashback di sintesi potrei riassumere con queste poche parole: un convento di frati, una cella spoglia ma calda e accogliente con una splendida volta, il calore e la luce calda di un camino e ovviamente un frate, un biondo frate silenzioso e appunto caldo anch'egli. Ci si sveglia sempre sul più bello, si sa, ma quel poco di "approccio", così emozionante e così inaspettatamente piacevole, mi è stato sufficiente per svegliarmi semisconvolto.
Ricorderò per sempre anche il mio primo pensiero cosciente: "ma allora è vero".. piuttosto puerile e abbastanza sempliciotta come riflessione dopo quello che avrebbe dovuto essere un vero shock, ma evidentemente mi serviva ed aspettavo soltanto una semplicissima conferma, che appunto fu; molto più di un sogno, un vero e proprio risveglio.
Ennò! Non ho nessuna intenzione di arrendermi ad un passato che è passato. Mai rinnegarlo, mai dimenticarlo, anzi conoscerlo e razionalizzarlo il più possiible così che partecipi positivamente al proprio divenire.
Come spesso accade, così per caso, ti imbatti in chi ha saputo con mirabile sintesi rendere il tuo pensiero. Raramente accade invece che quella sintesi sia completamente ed incondizionatamente esatta:
La stagione dell'amore viene e va,
i desideri non invecchiano quasi mai con l'età.
Se penso a come ho speso male il mio tempo
che non tornerà, non ritornerà più.
La stagione dell'amore viene e va,
all'improvviso senza accorgerti, la vivrai, ti sorprenderà.
Ne abbiamo avute di occasioni
perdendole; non rimpiangerle, non rimpiangerle mai.
Ancora un'altro entusiasmo ti farà pulsare il cuore.
Nuove possibilità per conoscersi
e gli orizzonti perduti non ritornano mai.
La stagione dell'amore tornerà
con le paure e le scommesse questa volta quanto durerà.
Se penso a come ho speso male il mio tempo
che non tornerà, non ritornerà più.
(La stagione dell'amore - Franco Battiato)
Io ci credo davvero!
Qualcuno direbbe anche una canzonetta, commerciabilissimo pop.. eppure per la mente in bilico di un quindicenne un pò speciale anche una canzonetta può avere il suo bel peso..
Correvano gli anni ottanta, non conoscevo granchè di inglese, non ero un patito di nessun artista in particolare, non sapevo un bel nulla della discografia d'oltre manica.
Un pomeriggio, doposcuola dopopranzo, immagino uno dei primi programmi videomusicali in italia.. un ragazzetto di una triste provincia inglese va in un una piscina ad ammirare baldi giovinotti in costume, fa per incontrarne uno.. il disprezzo e le botte dei coetanei, la polizia, la vergogna e le lacrime di una mamma, il disgusto e il rifiuto di un padre, qualche soldo, uno zaino, un treno, la pioggia, grigiore, tristezza, solitudine.
Saranno anni che non rivedo quel video e probabilmente al tempo non ne compresi per nulla il senso e lo spirito ma posso dire sicuramente che quelle poche immagini per il giovine dubitante che fui, ebbero effetto molto "istruttivo".. se quello era il destino per i "colleghi" della civilissima e progredita Inghilterra, lontana nel tempo nello spazio e soprattutto nella mia consapevolezza, quale ulteriore orrore avrebbe atteso me, già "straniero" all'ombra del Vesuvio?
Justonelie, Jol per la sintesi, è il mio alter ego.. ovvero.. è il mio vero ego.. ovvero.. quello che vorrebbe essere il mio ego.. ovvero.. quello che dovrà diventarlo.
Ossessionato dall'idea di aver dovuto mentire per anni, imprigionato nell'impossibilità di smettere di farlo, sfiancato dalla fatica di reggere quella grande bugia, ho deciso che quella sarebbe stata proprio l'unica.
Solo una bugia nella mia vita! Una bugia che per anni ho raccontato a me stesso per primo, una bugia che ha iniziato a lasciare qualche sporadico dubbio soltanto da quando, da poco, ho smesso io di crederci, perdendo nel contempo la sua ragion d'essere, se non quella residua di proteggere chi certe cose non sarebbe in grado di metabolizzarle senza grosse ferite.
Onestamente oggi non mi frega davvero più di tanto che qualcuno possa capire, anzi forse sono io il primo a fare in modo che chi vuole possa; in linea di principio quando ne varrà la pena non starò certo lì ad inventarmi storie.. così è se vi pare.
Quando ne varrà la pena? Quando non si tratterà più di rivendicare chissà quale orgoglio da diverso, piuttosto quando sarà utile o necessario a vivere serenamente la mia vita con chi mi pare.. un chi che non c'è.. non ne vale ancora la pena!
Da buon conoscitore della rete so che le stesse parole hanno di fatto significati e pesi notevolmente differenti a seconda del "profilo" da cui provengono. Doverose quindi queste brevi righe di presentazione.
Trentacinque anni suonati, lombardo di nascita e di adozione pure (caso più unico che raro), 77 chili di peso per 180 centimetri di altezza ("nell'ambiente" pare siano dati fondamentali), bruttino forse ma forse anche meno di quello che credo, maschio per nulla dispiaciuto di esserlo, omosessuale già si era capito, e solo. Solo nel corpo e nello spirito, solo da sempre, spero non per sempre.