"Sembri più grasso in webcam"
"Sembra più piccolo in cam"
"Sei un bell'uomo"
"Le tue foto online sono molto eccitanti"
"Hai risvegliato i miei desideri passivi"
"Oggi mi è piaciuta la tua faccia mentre mi scopavi"
"Mi è piacuto molto"
Ho deciso!! D'ora in poi solo mentitori incalliti!! :D
La storia di casa mia che non è una casa è ormai vecchia e chissà ancora per quanto continuerà.
Il fatto di non avere un luogo minimamente dignitoso in cui poter ospitare chi interessato a passare del tempo in intimità non mi è mai particolormente dispiaciiuto, nonostante le occasioni perse siano ormai davvero molte; me ne sarei scopato almeno una decina se avessi avuto un posto in cui poterlo fare.
Oggi però arriva la staffilata; se prima non mi dispiaceva particolarmente, ora ne sento agghiacciante il peso, dopo che ho dovuto rinunciare ad un'occasione irripetibile, un ragazzo ai miei occhi meraviglioso, praticamente uscito dal mio cassetto dei sogni e che per qualche incredibile ragione dice di aver trovato nelle mie foto oscene ragione di piacere e interesse.
E' chiaro per l'ennesima volta e all'ennesima potenza, che l'incapacità di affrontare il mio problema "casa" mi stia pesantemente condizionando e limitando.
Ho fatto sesso con tre uomini in vita mia, un trentenne, un coetaneo quarantenne ed un cinquantenne, persone diverse sotto tutti i punti di vista e in modo anche radicale.
Spenta la luce però, a ragion del vero, le differenze sono scomparse, le emozioni sono state le stesse, le sensazioni pure.
La passione - forse - non ha età.
Mi sono affacciato a questo specchio magico che sono le webcam porno per meglio comprendere come fossi percepito, che riscontro avessi, da parte di chi.
La brutta sorpresa, così banale che non necessitava di essere sperimentata forse, è stata di comprendere che il mondo è bello perché è vario e che la natura umana è misteriosa come pure la percezione umana. C’è chi mi ha trovato troppo grasso e chi per niente grasso, chi troppo poco dotato e chi persino notevolmente dotato, chi molto sexy e chi per nulla tale, chi mi ha implorato di passare una notte con lui e chi neppure degno di passare un minuto in collegamento, chi mi ha visto come il maschione superattivo e chi come il maschietto superpassivo.
La triste sorpresa è stata insomma quella di non poter contare sulla percezione altrui per meglio definire la mia percezione di me.
Solo io posso - e devo purtroppo - decidere come mi vedo, che poi in qualche misura coincide con il come e il chi sono.
Archetipo del ragazzo che mi fa letteralmente impazzire, non è un caso che mi sia seduto proprio qui a fianco. Ascolto senza capire una sola parola mentre conversi con quelli che immagino siano tuo padre e tua sorella. Il vostro aspetto, prima ancora dell'idioma, tradisce chiaramente la vostra nazionalità nordica.
Irresistibile ai miei occhi, non riesco, nonostante tutti i miei sforzi, a toglierti gli occhi di dosso, nonostante tuo padre a pochi centimetri di schiena e tua sorella di fronte che mi può vedere senza dover neppure volgere lo sguardo a me.
Non ti curi della mia poco gentile insistenza su di te, forse neppure te ne accorgi, forse la cosa non ti disturba, forse ti è semplicemente indifferente.
Il tempo di un'insalta e sei praticamerte impresso nella mia memoria fotografica in ogni minimo dettaglio: gli occhi azzurri luminosi, il filo di peluria sul viso che ti fa irresistibilmente maschio, la voce calda e profonda nonostante la tua giovane età e il tuo corpo minuto, asciutto, slanciato, senza l'ombra di un muscolo di troppo. Abbigliamento curato, moderno, fighetto, con quella maglia bianca variopinta superaderente a sottolineare la tua sana magrezza, le tue spalle dritte e fiere, il tuo ventre piatto. Pantalone corto e scostato da una schiena nuda che lascia intravvedere l'inizio delle natiche. Pelle chiaro nordica, vagamente abbronzata, coperta da un peluria bionda in sintonia con il capello corto senza vanità alcuna.
Mi ricorderò per sempre di te ma incredibilmente non per il tuo aspetto o per i voli pindarici che mi hai suggerito in questa breve sosta al tuo fianco. Ad un certo punto immagino che la tua presunta sorella ti abbia avvisato del mio plateale interessamento. In questi casi incasso, non so quanto meritato, un assortimento di sguardi tra il rimprovero, il disgusto, il divertito e lo sberleffo che è proprio duro da mandar giù; tu invece mi regali un sorriso sereno, luminoso, praticamente un saluto, quasi un ringraziamento per le lusinghe che silenziosamente ti ho rivolto. Mi hai imbarazzato.
Sei diverso, cittadino di un paese civile come il nostro non sarà mai.
"In piena fase esibizionistica" dice il mio mentore, e come dargli torto!
All'inizio un giovanotto come tanti incontrati sul pornoweb amatoriale; caruccio, fighetto, gli piacciono i piedi e glieli mostro. Qualche giochino dei soliti e il solito commiato, se non fosse che stavolta, piedi a parte, mi si chiede di poter lasciare collegata la videochiamata per vedere ed ascoltare anche mentre giocassi con altri. Si appassiona il giovanotto e da spettatore curioso ci prende gusto intrattenendomi a sua volta nei momenti di vuoto, tra un contatto e l'altro, fino all'ora di andare a lavorare, notte fonda ormai.
"Dovrai farti una doccia prima, immagino" il sibillino invito. Il suo desiderio di me è palpabile, dopo ore passate a guardarmi dal buco della serratura, a giocare con il mio corpo a distanza, non vorrebbe più smettere ed io godo di questo desiderio molto più di qualsivoglia orgasmo.
Una doccia "bollente" a beneficio del mio unico spettatore che non può fare a meno di godere pur se in una situazione ad alto rischio imbarazzo.
"Volevo ringraziarti per ieri, sei stato grande!!". Sono stato "grande"; quanto può appagare un complimento del genere per un represso sessofobico tradotto con sapiente e meticolso lavoro su se stessi a pornoattore? Sotto la doccia non saprei, ma si, sono stato davvero grande!!
C'è una sorta di maledizione celeste nel risultare orrendo a chi ti piace e bellissimo a chi non ti interessa.
Possibile anche che si desideri tutti, sempe e solo, proprio quello che non possiamo avere.
Nel magico mondo degli "attivi solo attivi" pare di capire che le cose in fatto di sesso siano fantasticamente semplici, diciamo pure semplificate, probabilmente proprio per l'incapacità di gestire la complessità, chissà.
Cazzo, boccca, culo.. "cerco qualcuno che si faccia scopare bocca e culo". Crudo forse ma chiaro, senza alcun dubbio.
Anyway, dice l'onesto e diretto supercazzuto maschione della situazione: "Scusa la franchezza, ma non andrai molto lontano come attivo con un cazzo del genere, rischi di non scopare molto" che tradotto in parole forse un po' grezze ma molto più limpide, il mio destino sessuale sarebbe quello di farmi seghe a vita mentre un qualsiasi cazzuto attivo di turno gode sfondandomi il culo. Molto interessante come prospettiva vero? Davvero appagante! Chissà perché non ci ho pensato prima! :D
Questa semplicità mi pare parente molto stretta di un'assoluta tristezza.
Non ci sono più dubbi ormai; saranno i quarant'anni, sarà il tempo delle mele mature, sarà la disperazione di tanti anni in astinenza, sarà la perdita del mio primo ed unico amore/partner sessuale.. sarà, sarà, sarà quel che sarà, ma è sicuro ormai che mai cone in questo periodo mi sento infoiato perso. Non è mai stato così per me, neppure al tempo delle tempeste ormonali adolescenziali, è una cosa nuova che fatico a comprendere e gestire ragionevolmente.
Ci sono momenti in cui mi ingropperei il primo che passa solo perché magari ha il peletto giusto o il muscoletto sibillino o perché è abbastanza magro, abbastastanza alto, abbastanza maschio, abbastanza vivo.
Il problema è che al momento non riesco più a definire i miei nuovi limiti, che poi coincidono con la propria identità. Dovessi far sesso con tuti quelli che me lo stanno proponendo diventerei un'altra persona, qualcuno che non credo di voler diventare, se non lo facessi con nessuno rperò resterei il me che non voglio restare.
E poi ci sono il maschione muscolato, il maschietto fisicato, il maschiaccio supercazzuto e persino il dolce sadico in incognito che continuano a frullarmi in testa come possibilità che quando mai mi ricapiteranno in un momento di vacanza identitaria, opportunità che rischio di rimpiangere come occasioni perdute per l resto della vita, in mancanza di una buona ragione per ignorarle.
In questo mio scorcio da neoquarantenne posso già dire di esser sempre più fiero di aver imparato a sfidare me stesso, riuscendo a vincere caratteristiche del mio carattere che percepisco ormai non più mie, non più adeguate al me stesso che voglio diventare.
Pubblicare foto oscene in una directory, fare porcate con una webcam, incontrare una persona alle sette di sera per la prima volta e ritrovarsi nel suo letto alle dieci.
Tutto impossibile ed assolutamente fuori da me.. fino a poche ore fa.