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Sono un uomo, non un omosessuale!
"In fondo cos’è l’orgoglio gay? E’ voglia di trasformare senso di colpa, odio di sé, disprezzo sociale in autostima e dignità. D’altronde, se una persona, per ottenere il privilegio di essere semplicemente se stessa nella vita, avesse dovuto sfidare, suo malgrado, la famiglia, la scuola e parecchie consuetudini sociali… non sarebbe un pochino orgogliosa anche lei di avercela fatta?"

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sabato, 16 agosto 2008
Eterostronzo

  Lo spunto per un nuovo scritto arriva molto spesso dalle riflessioni di chi ti legge. Il mio anonimo (non anonimo) benevolo poi me ne ispira a dozzine.
  Riguardo la "fantasia lessicale" e gli "ingenui pregiudizi" del mio carissimo "uomo del ghiaccio" rilevati nei commenti al precedente "culodromo", posso dire invece che trattasi proprio esclusivamente di eterostronzo doc!
  Sono anni che sto spiegando i termini della corrrettezza al mio collega, posto che non da tutti si può pretendere sia già conosciuta e interorizzata, considerando poi l'ambiente in cui il tizio è nato e cresciuto stupisce già la sua (infinitesimale) apertura mentale.
  La sua prima reazione del resto alla mia frase provocatoria è stata un serenissimo "fai quasi schifo" e quel "quasi" è proprio il frutto di mesi e mesi di litigi. Nella stessa serata per esempio se ne è uscito anche con una roba del tipo "ma ci pensi? Se mio figlio [ipotetico] dovese andare al fiume ed incontrare uno come te". In altra occasione poi non si è risparmiato di prendersi gioco di me con un altro collega rassicurandomi in sua presenza che potevo stare tranquillo perché non lo stava certo informando della mia "malattia". Potrei proseguire per kb e kb, ma molte esemplari esterostronzate sono ormai persino dimenticate.
  Insomma, 'sto qui me ne dice di tutti i colori; "culodromo" è forse la cosa più simpatica che abbia mai detto riguardo la gaia esistenza. Eterostronzo dunque, confermo, senza nessuna speranza, per di più.
 
Mi sono spesso interrogato sul perché abbia concesso tanto di me a costui e quale sia la chiave attraverso cui a volte, al contrario di chiunque altro anche più cruento e maligno, riesca ancora ad offendermi. La risposta immagino stia in qualche modo in ciò che riporta anonimo benevolo: mi serviva uno come lui per fare pratica di "leggerezza" appunto, per sdrammatizzare qualcosa che in passato non poteva che essere dramma e che per molti gay lo rimane una vita intera, spesso ossessionati e iperreattivi alla minima pseudo-scorrettezza.
  Perciò adesso mi toccherà anche ringraziare il mio collega per l'upgrade che mi ha inconsapevolmente aiutato a maturare! Mannaggia all'eterostronzo! 
  Eterostronzo certo, però.. però, però, però.. quanto m'attizza 'st'uomo!! ;)

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venerdì, 15 agosto 2008
"Culodromo"

  Il nuovo lemma del vocabolario del perfetto eterostronzo mi viene insegnato fresco fresco proprio ieri sera dall'ormai a suo modo affezionato "uomo del ghiaccio". Ho scoperto di essere stato in questo fantomatico luogo quando, arrivato al lavoro rosso come un peperone per essere stato al fiume a prendere il sole, provocavo intenzionalmente il mio collega con questa frase sibillina per poter godere del suo imbarazzo: "Mi brucia tutto tranne l'unica cosa che avrei voluto" ;-)
  In effetti son da sempre anche io consapevole che in certi luoghi appartati, dove un paio di volte l'anno vado a prendere il sole, girino spesso uomini interessati a prendere altro oltre al sole; è capitato anche a me di essere stato abbordato in passato, ma nulla fu mai a parte due chiacchiere. Per l'onestà che qui e fuori da qui mi contraddistingue, ammetto anche che, pur essendo andato soltanto a prendere il sole (solo il sole!), non mi sarebbe affatto dispiaciuto potermi cimentare con ipotesi altre da "culodromo" appunto.
  Destino vuole però che, nonostante non fossi solo ad arrostirmi sotto il sole di agosto al riparo da troppi sguardi indiscreti, il "puttaneggiare" non sia proprio nelle mie corde; e qui oserei aggiungere un inedito "purtroppo".

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martedì, 12 agosto 2008
Sesso e basta

  Qualche anno fa avrei escluso questa evenienza senza appello, oggi non è più così.
  No - per carità - non ho deciso all'improvviso di passare da "vergine", come da sempre l'amico D. mi apostrofa provocatoriamente, a "puttana", come D. definisce fieramente se stesso. Il mio desiderio rimarrebbe sempre quello di trovare un uomo, uno solo, il mio e "per sempre", con cui commettere vari e ripetuti peccati da cento e più "pater nostro"; il mio desiderio rimane cioè sempre quello di far l'amore e non di far sesso. Visto però che questo rarissimo qualcuno tarda a manifestarsi - posto che esisterà mai - e che l'unico candidato che avevo miracolosamente trovato non mi ha voluto.. beh.. mica è deplorevole divertirsi un po'! A modo mio ovviamente, rimanendo me stesso chiaramente.
  Non parlo certo di lanciarmi nei gai bordelli a fottere sconosciuti di ogni risma o di lasciare il numero di cellulare in qualche cesso di qualche stazione o di pubblicare su internet la foto del mio uccello con inserzione oscena al seguito. Dico solo che se mi capitasse di incontrare qualcuno con cui mi trovassi abbastanza a mio agio, non escludo affatto che potrei anche concedermi il piacere dell'intimità.
  Mi rendo conto - da far ridere i polli - è un affare piuttosto ovvio per chiunque, maschi o femmine, giovani o attempati, belli o brutti, omo o etero e declinazioni intermedie tutte; per me però, se mai capitasse di mettere in pratica davvero questa ipotesi, sarebbe proprio qualcosa di notevole.
  Manca solo di capire come potrei mai incontrarlo questo altrettanto raro qualcun altro.. qualche idea? ;) 

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mercoledì, 06 agosto 2008
Donne .. du du du .. in cerca di guai ..

  E' un pensiero che mi gira nella testa da molto, molto prima di questa mia attuale fase di sbandamenti.
  Perché non una donna? Che domande! Certo, perché sono finocchio, ecco perché!
  Si ma - questo è il punto - nulla vieta che un gay possa avere una relazione con una donna no? Potrei? Dovrei? 
  Mi piacciono le donne, sono molto più interessanti e interattive della stragrande maggiornaza degli uomini, molto più ricche emotivamente, più seducenti, più coinvolgenti, più costruttive, più empatiche, più umanamente attente. Mi fanno emozionare le donne, mi fanno persino "eccitare" a volte, peccato che non mi facciano arrapare però!!
  E se qualcuna ci provasse a farmi anche arrapare invece?

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domenica, 27 luglio 2008
Paradossi

  Un ciondolo, una iniziale in oro regalo di mamma, che tre anni fa regalai al bimbo, dopo averlo portato per anni, perché avesse sempre con sé qualcosa di davvero mio. Una scatola, LA scatola, quella in cui a suo tempo rinchiusi ogni manifestazione materiale, anche la più minima, del passaggio del bimbo nella mia vita. Uno scambio da cui pensavo di ottenere solo vantaggi. Ritornare di quel pezzo di me che così ingenuo e inutilmente romantico, avevo ceduto a chi in fondo mai apprezzò e neppure comprese; disfarmi di un fardello di ricordi che avrebbero solo continuato a testimoniare la mia stupidità nell'aver creduto ad un amore impossibile.
  Due in una e la presenza ancora dolorosa dello stronzo amato si sarebbe risolta o almeno attenuata. Avrei potuto forse prevedere che se quel ciondolo ceduto per amore mi faceva ancora male dimenticato chissà dove a casa del bimbo (lo stronzo) avrebbe fatto ancora più male portato nuovamente al collo in un memorandum ventiquattr'ore su ventiquattro della sua storia.
  Passerà, lo so, per quello che rappresenta il fatto di averlo avuto indietro in termini di "chiusura" di una relazione, ma intanto lo porto addosso come una ferita riaperta.
  Il bello - c'è sempre un lato positivo se lo vuoi vedere - sta nel fatto che per fare materialmente lo scambio di cui sopra è stato necessario rivedersi, dopo qualcosa meno di un anno credo, potendo toccare con mano la distanza, la formalità, l'indifferenza che lo stronzo bimbo mi riserva ad oggi. Un secondo paradosso in realtà considerando che proprio l'averlo rivisto mi è servito a scoraggiare, invece che alimentare, eventuali ritorni di fiamma.

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giovedì, 24 luglio 2008
Occasioni

  Non avrei dovuto, non è stato intelligente, non ragionevole, non sano, in buona misura autolesionista, ma io di occasioni per tornare da me gliene ho date, gliene ho date tante, ma ancora non mi rassegno all'ovvio, anche forse perché non lui e nessun altro pure ha il coraggio di dirmi la verità.
  Dimmela tu la verità, o mio diario, almeno tu!

  NON TI VUOLE! 
  SEI PROPRIO TU IL PROBLEMA!
  FATTENE UNA RAGIONE!

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domenica, 20 luglio 2008
Vigliacco

  Assente per un po' dopo un commento cui non ho replicato perché sostanzialmente vero. Per qualche tempo e qualche ragione (ignota e volutamente non indagata), ho ripensato al bimbo ed in fondo, per quanto inconfessabile, persino forse desiderato tornasse nella mia vita.
  Fortuna ha voluto che le sue infantili ripicche e i suoi non risolti disagi mi abbiamo risparmiato questo nefasto evento e, nonostante - anche questo inconfessabile - mi senta stupidamente di nuovo ferito per i suoi rifiuti ad oltranza, devo riconoscergli che in fin dei conti mi fa solo del bene a starmi lontano.
  Provo infatti ad indagarla quella ragione sconosciuta e non vedo altro che un fiacco ed ingiustificato ripiego, quasi io abbia dato per certo che non potrei meritarmi altro che uno come lui, probabilmente disperato ancora più di me. D'accordo la mia scarsissima autostima, ma questa non è una conclusione ragionevole.
  Io posso meritarmi eccome qualun altro, sereno ed equilibrato al pari di come posso essere oggi anche io! Rifiugiarmi in un passato che a conti fatti è stata un'esperienza mediocre, per la sola paura di nuove esperienze che non si vedono all'orizzote, sarebbe proprio da vigliacchi. Voglio credere e sperare di non esserlo e perciò stavolta mi sento in dovere persino di ringraziarlo.. quello stronzo del mio ex.

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sabato, 31 maggio 2008
Sbandamenti

  Al proprio diario si confessano anche le cose più inconfessabili, sennò a che cosa serve un diario?
  Segno del mio aver perso l'orientamento, segno della mia ennesima sbandata, segno dell'essere in fondo ancora in una sorta di modalità provvisoria, segno che non sto bene insomma, continuo a pensare al mio ex "bimbo" e non posso negare di desiderarlo.
  Posso onestamente dire di non amarlo più e di non volerlo più come compagno ma il desiderio quello no, quello non è svanito. Ci farei sesso davvero volentieri con il mio ex e sarebbe stata una mezza tragedia se lo avesse voluto anche lui, perché chi lo sa poi come sarebbe andata a finire per uno come me che il sesso proprio non gli va se non con chi in effetti ama (e/o "ha amato"?).
  Fortuna vuole che il bimbo, grazie al cielo, non sia invece interessato, ovvero "non è ancora il momento" che per me significa la stessa cosa visto che, concessa la sbandata di questo periodo, non lo dovrà mai diventare il momento!
 
 

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lunedì, 26 maggio 2008
Imbarazzi

  'Quando lo avrai un figlio Massimo?', l'ultima in ordine cronologico di una serie di domande assurde, improvvise ed estemporanee che chiaramente provano a chiedere altro.
  Queste domande iniziano a infastidirmi di un fastidio opposto a quello che avrei provato ante trenta. Che mi si faccia la domanda vera! 'Massimo, ma tu sei forse gay?'.
  E così da qualche tempo, dopo una risposta assolutamente veritiera ma altrettanto sibillina, aggiungo sempre l'invito/sfida a formularla quella domanda recondita, garantendo al mio interlocutore di turno che qualora trovasse il coraggio di porla, la mia risposta sarebbe assolutamente limpida e onesta.
  Non ho ancora trovato nessuno in grado di osare e quindi di mettermi alla prova, in compenso però mi posso godere gli imbarazzi più disparati a vendetta di quelli che costoro credono di trovare in me.

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lunedì, 12 maggio 2008
Perché..

  Perché è simpatico? Perché è carino? Perché è intelligente? Perché è serio? Perché è alto magari?
  Non servono perché per innamorarsi, anzi capita sempre proprio quando di un perché non si sente assolutamente bisogno. Eppure un perché deve esserci per forza.
  Siamo tutti portatori di bisogni, desideri, aspirazioni, di cui però solo in minima parte siamo consapevoli. Il perché giusto per la persona giusta sta sicuramente in quei nostri bisogni e nellla capacità di quel qualcuno di speciale di soddisfarli appunto, senza che necessariamente ce ne si renda conto. E infatti ci si innamora di persone completamente diverse tra loro, per motivi completamente diversi anche questi.
  Infiniti sono i desideri che non immaginiamo ribollirci dentro, infinite sono le possibilità e le persone di cui rischiamo di innamorarci.
  Rarissimo forse invece che si incontrino necessità e capacità di colmarle entrambe complementari: un vero miracolo sembrerebbe.

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Per alcuni scoprirsi accettarsi e cercare di vivere omosessuale può rivelarsi un'eperienza tutt'altro che "gaia". Gay a chi?